“Non cambi mai” è il punto d’incontro tra Mameli, Blind e Nashley

da | Recensioni singoli

É online da venerdì Non cambi mai, il nuovo singolo targato Mameli, Blind e Nashley.

A qualche mese dall’uscita del suo secondo album, Mameli decide di regalarci un assaggio del suo nuovo prodotto musicale. Non cambi mai, ci spiega lo stesso cantante, nasce dalla comunanza tra le idee di ogni artista, che intersecandosi riescono a mettere in luce le particolari sfaccettature di ognuno.

“Non ci siamo mai detti in faccia quale fosse il concetto secondo il quale stavamo scrivendo e non penso glielo chiederò in futuro: è bello pensare che in quel momento ognuno avesse la sua idea e che alla fine tutte siano sfociate in un unico discorso.”

Già dal primo play è udibile la sensazione principale che viene scatenata nell’ascoltatore: la leggerezza. Le note che volano da un beat profondo ed esplodono in un ritornello chill stimolano la nostra mente, la risvegliano e la cullano al momento stesso. Mameli sa toccare i punti giusti, ma d’altronde questo lo avevamo già capito all’ascolto di Amarcord: è in grado di porre quanto di più personale possibile nelle sue strofe, riuscendo comunque a rendere universali le sue parole.

È inevitabile d’altronde sentirsi parte del pezzo ed ascoltare l’eco dei suoni dentro di noi, comportandoci da amplificatori delle parole di qualcun altro. Questo perché Mameli ci parla di ansie, di mancanze e di rassegnazione. Ci intrappola in un loop temporale che sa di routine, che comincia sempre in un modo e finisce sempre nello stesso.

Ansia

ho un mal di testa che non mi sopporta

mi chiede di te

fiori rosa sul giardino

le mie ansie che si mischiano sul comodino

Mancanza

e non voglio stare più senza di te

sai potrei fare anche il giro del mondo

sai ti sento giù e non capisco perché

Rassegnazione

Ma tanto so che non cambi mai…

Tre sensazioni, collegate a tre artisti, che creano lo stesso ciclo di emozioni e lo ripetono incessantemente, spaziano in Non cambi mai.

Partiamo da tre nodi per tessere una tela molto più complessa e studiata, che ci tiene con il fiato sospeso, come se il suo destino fosse controllato dalle tre Moire.

Non cambi mai, in tutta la sua interezza, si immerge in un mare di eclettismo, che però risulta più dolce che mai.

Per questo, noi,  alla fine dell’ascolto non possiamo far altro che sentirci vibrare, trasportati dal riverbero delle chitarre in sottofondo.

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