Penelope segna il ritorno di Rachele Bastreghi

da | Recensioni singoli

Rachele Bastreghi ci trasporta dentro al suo cosmo, fatto di delicatezze e ribellioni con Penelope, una dichiarazione sincera e tangibile d’umanità e contrasti.

Penelope, il singolo che preannuncia il rilascio del nuovo disco di Rachele Bastreghi , PSYCOHDONNA, disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 30 Aprile. Premo play ed in un attimo vengo catapultata in uno spazio indefinito, ma con grande carattere, che inizia a prendere forma sotto ai miei piedi nota dopo nota, verso dopo verso e che, generosamente, si lascia osservare, sentire e percepire da tutti e cinque i sensi. E’ come trovarsi davanti ad un’eruzione vulcanica alla quale, la partecipazione dell’attrice Silvia Calderoni, va a mettere l’accento.

Penelope è il compito del diverso che rivendica la sua identità frastagliata nitidamente, consentendoci così, un’interazione totale con i chiaroscuri che lo distinguono.

Abbandonarsi completamente alla propria natura o follia è un raro talento, poiché spesso, ciò che più esiste di umano ci spaventa ed avvertiamo quindi, l’impellente necessità di ridimensionare ciò che di noi non riusciamo a gestire o domare. Amare, comprendere, ascoltare e poi dar voce alla propria natura, ecco i fili che Rachele decide d’inseguire all’interno di questo singolo, sgomitando a braccia alte nelle parti più disordinate e complesse di sé.

Un singolo che non inganna la percezione umana, ma la rafforza, al punto di arrivare ad una concezione così elevata di quello che è l’uomo finendo poi per svenire.

Andare avanti bene o male
Andare in alto e poi svenire

Un verso che implica un viaggio di quelli talmente surreali dento di sé da perdere la concezione dell’illusorio, quasi a rievocare quello di Dante Alighieri, che soltanto nel quinto canto dell’Inferno, trovandosi in un luogo lontano da tutto ciò che esiste di terreno ed umano, dinnanzi alla dolorosa bellezza e umanità delle parole di Paolo e Francesca svenne.

La fede del contrasto, andare oltre le sfumature per concentrarsi su quelle che sono le estremità ma, soprattutto, i punti d’intersezione fra le due

Rachele nei versi di questa canzone come attraverso la melodia, ci regala un meraviglioso gioco di contrasti e profondità che viene elevato da una scrittura impressiva e coerente col messaggio in tutto il testo. Nei versi ci sono dei passaggi millimetrici, che se letti con la giusta intenzionalità, aprono un incredibile scenario d’opposti dove in bella vista, viene conservata la chiave del testo.

Lo stratagemma che inganna il cuore
Dura ogni notte e il giorno muore
Lei crede al sole e io nella confusione

In questo preciso verso possiamo trovare una preziosa doppia chiave di lettura: quella del contrasto per estremità e quella dell’intersezione. In queste parole viene sottolineato non solo il quadro generale, ma bensì, anche il preciso momento in cui queste due parti, così complesse, così diverse, finiscono per unirsi, in quello che potremmo chiamare uno scambio di ruoli. Un passaggio che ci permette di comprendere quanto anche le nostre diversità si appartengano, poiché entrambe, per aver voce passano dalle stesse corde vocali.

Penelope è il compito di restare fedeli a se stessi, a quelle parti che ci restano più scomode e prendono il sopravvento su di noi, parti che sembrano completamente lontane dalla nostra natura ma che, in uno strano modo s’appartengono. Quindi cosa fare? Cercare di restare in equilibrio oppure imparare a perderlo?

Follia,
Respiro,
Paura,
Amore,
Stupore,
Autodistruzione.
Ma dentro questi margini
Ci sono delle ribellioni incredibili
La mia diversità
È il mio punto di forza

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