E poi finisco per amarti: il grande ritorno di Motta

da | Recensioni singoli

Dove l’amore trova solo idealizzazioni, Motta ci racconta la realtà. E poi finisco per amarti è l’incontrarsi e il rincontrarsi di due fragilità.

A distanza di tre anni da Vivere e morire, Francesco Motta torna a farci emozionare con E poi finisco per amarti. Se amate il cantautore e polistrumentista toscano per i suoi testi e la sua sensibilità, non rimarrete di certo delusi dal suo nuovo singolo. Il brano anticipa un disco al quale Motta ha lavorato nell’arco di tre anni con un grande lavoro di produzione e con il coinvolgimento di artisti italiani ed internazionali. Si tratta di un primo tassello di un album che racconta un nuovo percorso di crescita sia personale, sia artistico, di un cantautore che cerca di far pace con le sue contraddizioni attraverso un processo di semplificazione e di ritorno alle cose semplici.

Ma parliamo un po’ del singolo appena uscito.

La penna di Motta sa scavare negli animi e sa raccontare i sentimenti. E sa farlo senza distaccarsi dalla realtà, senza idealizzazione alcuna. L’amore visto come sentimento puro ed etereo, lascia spazio alla fragilità degli individui.

E poi finisco per amarti è un punto d’arrivo, non un punto di partenza. È il racconto di quel momento in cui si vuole crescere sia come individui che come coppia. È l’instabile stabilità di chi continua a perdersi e ritrovarsi con il passare degli anni.

Con un sound personale ed elaborato, di respiro internazionale, Motta ci narra del profondo legame tra due anime fragili che si incontrano in quello spazio tra parentesi tra mente e cuore, tra gli occhi e la voce.

E non avere paura
Fra la mente ed il cuore
Fra i tuoi occhi e la mia voce

Due fragilità che sbagliano, e cambiano. E il cambiamento porta incomprensione. Come osserva lo stesso Motta, “siamo esseri umani e in quanto tali sbagliamo, non ci capiamo perché è normale non capirsi quando si cambia”. Ma quanto è difficile rimanere nell’equilibrio creato dai propri fili, quando l’altro decide di sostituirli? Questo porta a barcollare, a cadere.

Ma E poi finisco per amarti non parla di punti, bensì di virgole.

È il racconto di chi sceglie di riprovarci, di accettare gli sbagli, anche quelli futuri. È il racconto di chi nonostante la caduta riprova nuovamente a trovare l’equilibrio sui fili, con la consapevolezza che ci saranno altre cadute e che la soluzione non è rafforzare i propri fili o i fili dell’altro, ma capire come rimanere in equilibrio insieme.

I nostri sbagli che faremo
Riproviamoci di nuovo anche se
Non si può cambiare il mondo
Figuriamoci cambiare te

Due singoli che desiderano fondersi, senza annientarsi. La consapevolezza di quanto sia complicato, ma bello, riscoprirsi, ritrovarsi e accettarsi senza cambiarsi. Ecco cosa mi ha lasciato questo singolo.

Nell’ambivalenza tra odio e amore che il cambiamento ha generato, esiste un equilibrio, il quale lascia spazio soltanto all’amore.

E poi finisco per odiarti
E poi finisco per amarti

E poi finisco per amarti
E poi finisco per amarti

 

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