Copritevi, è arrivato un “Freddo Cane”

da | Recensioni singoli

Dal 12 febbraio è fuori Freddo Cane, il nuovo singolo frutto della collaborazione tra i Rovere e Mameli.

Potremmo definire Freddo Cane perfettamente in linea con le temperature del periodo, ma non è del freddo esterno che Mameli e i Rovere parlano:

“Freddo Cane è riferito a quello che ci circonda, che spesso ci trasmette inadeguatezza e confusione. Sentimenti freddi, insomma, come il vento gelido del mare in inverno

hanno raccontato gli artisti, parlando anche della copertina del singolo (opera nientemeno che di Mecna) che ritrae un cane mentre abbaia in riva al mare. Coi suoi colori freddi e statici, l’immagine ci racconta immediatamente del disagio interiore di cui Mameli e i Rovere vogliono parlare e che, di certo, rappresenta un sentimento molto comune al giorno d’oggi:

“un cane, solo, a godersi il rumore delle onde. Pronto a ululare il suo essere perso nel mondo, ma pronto anche a trovare una nuova strada.”

Alzi la mano chi si aspettava questo featuring, perché il sodalizio nasce dallo spirito di osservazione dei fan che trovavano delle somiglianze tra Nelson e Mameli.

Questa collaborazione, come questa amicizia, sono nate grazie ai vostri infiniti messaggi che ci facevano notare la somiglianza tra i due. Purtroppo, una volta incontrati dal vivo, ci siamo accorti che Mameli è enormemente più alto di Nelson e la magia è svanita. La canzone però è venuta bene, almeno.

Il pezzo è senz’altro ben riuscito, infatti il ritmo orecchiabile è l’ideale da riprodurre durante un lungo viaggio all’alba, là dove il Freddo Cane di fuori si fonde a quello dentro, e sembra quasi trasformarsi in una sensazione familiare.

Sai, con le mani possiamo fare tante cose

rendere un po’ meno grigie le giornate vuote

tipo la noia quando sale

beviamoci un po’ sopra, tequila con il sale

lo so che è una brutta abitudine

restare fino a quando ci pare

guardare film e non mangiare bene

Avevamo proprio bisogno di un brano che raccogliesse le incertezze e le domande che appartengono a tutti; un po’ come Nelson e Mameli, che si sono ritrovati a lavorare insieme perché si assomigliavano.

Ma del resto, tra paranoie e pensieri troppo profondi, non ci somigliamo forse un po’ tutti?

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