Laura Tanfani: se la mia vita fosse una canzone sarebbe Ironic di Alanis Morisette

da | Creativi

Dalle prime illustrazioni al sogno di un film ispirato al suo ultimo romanzo: Laura Tanfani racconta a Cromosomi il suo rapporto con la creatività e i suoi progetti futuri.

Ad aprile hai deciso di unire i tuoi due profili Instagram, Vita da commessa e Laura Tanfani. Cosa ti ha spinto ad effettuare questa “fusione”?

Vita da commessa è un progetto iniziato per caso e per gioco nel 2014 quando lavoravo ancora in negozio come commessa. Avevo bisogno di una valvola di sfogo perché non potevo rispondere male ai clienti maleducati e tantomeno ridere in faccia a quelli che si presentavano con richieste assurde. Cosi ho deciso di usare la mia passione per il disegno per raccontare tutte le richieste più divertenti e strampalate che venivano fatte a me e ai miei colleghi. È iniziato come un gioco ma poi “vita da commessa” è diventata la mia identità digitale, che per 4 anni circa, ho sentito molto mia.

Nel 2017 sono stata licenziata ma ho deciso comunque di portare avanti il progetto sia perché lo sentivo come un figlio, sia perché avevo appena pubblicato la graphic novel di vita da commessa ed ero travolta da tutta la situazione. Ma a fine 2019, anche con l’uscita del mio romanzo, ho avuto come una crisi di identità, non mi rispecchiavo più in vita da commessa, mi sentivo lontana e non mi divertiva più. Ci tengo molto a quel progetto e sono grata immensamente a vita da commessa perché grazie lei ho potuto inseguire e realizzare alcuni dei mie sogni, ma era ora di cambiare. Gli spunti per le vignette e per i video c’erano ancora, perché la community che avevo costruito ogni giorni mi mandava racconti divertenti di quello che succeda nei negozi in cui lavoravano ma io non ero più una commessa ormai da quasi 3 anni e mi sentivo intrappolata in un personaggio non più mio, cosi ho deciso di unire il profilo Instagram di vita da commessa con quello di Laura Tanfani per creare un’identità unica, cioè me. Sono gemelli e ho già la doppia personalità, non riuscivo più a gestire anche un doppio profilo Instagram!

Il periodo molto particolare che stiamo vivendo ha influito in qualche modo sulla tua creatività?

Molto. In quarantena avevo la creatività ai massimi livelli, non mi fermavo mai, avevo idee in continuazione, e mi sembrava, addirittura, di avere poco tempo a disposizione. Non mi sono mai annoiata e anzi, ero grata per quel tempo finalmente tutto per me che potevo utilizzare per dare libero sfogo alla mia creatività, senza dovermi giostrare con orari di lavoro o impegni vari.

Ora invece sto avendo l’effetto contrario, mi sento un po’ bloccata perché mi sembra di non avere abbastanza tempo da dedicare alla mia creatività, avendo ripreso ad andare in ufficio. Quindi quando disegno lo faccio di fretta perché so che ho poco tempo a disposizione e lo voglio sfruttare al massimo. Ma la fretta fa male alla creatività quindi devo trovare un equilibrio e viverla più liberamente.

Parafrasando il titolo del tuo ultimo libro: se la tua vita fosse una canzone, quale sarebbe? E perché?

Se la mia vita fosse una canzone sarebbe Ironic di Alanis Morisette. È anche l’incipit del mio libro. L’ho scelta senza pensarci nemmeno dieci secondi. La mia vita è molto ironica sotto alcuni aspetti e in molti momenti e penso che quella canzone la racconti perfettamente. E non credo di essere l’unica. La sento molto mia, per lo meno per adesso.

Qual è la fonte d’ispirazione da cui attingi per creare le tue illustrazioni?

La quotidianità. In ogni suo aspetto. Se sai guardare, se sai cogliere i dettagli, la quotidianità è piena di momenti che possono essere di ispirazione, basta pensare alle emozioni che proviamo in 24 ore. Quelle sono tutte un bagaglio da cui prendere spunto. Io uso le mie illustrazioni per parlare delle mie emozioni e per entrarci in contatto. E anche per fare uscire quelle che non riesco ad esternare in altri modi.

Quali sono i tuoi progetti per questo anno che è appena iniziato?

Ce ne ho talmente tanti che non riesco manco a metterli in fila, sono un’entusiasta della vita e mi butto a capofitto in mille passioni. Per dirne due: vorrei far diventare il mio libro un film, una commedia per Netflix magari, e vorrei iscrivermi all’Università per studiare criminologia.

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