Incubo degli Psicologi: uno scatto in movimento

da | Recensioni singoli

A notte fonda gli Psicologi ci sussurrano il loro ultimo Incubo, mentre alla radio la musica di Dardust sogna a bassa fedeltà il fruscio di un vinile.

Gli Psicologi non si sono adagiati sull’uscita del loro primo long play e, a qualche mese di distanza dalla collaborazione con Ariete, incidono una nuova traccia. Continua il percorso di crescita del giovane duo ed Incubo ne rappresenta, senz’altro, una tappa intermedia.  

The Twilight Zone

Pur avendo ormai salutato l’uscita di Millennium Bug da diversi mesi, la copertina nero-cremisi di Incubo ritorna allo stile di Fck U. Non è chiaro dunque, l’estetica “80/90s” stia diventando una peculiarità di tutta la produzione della coppia Drast/Lil Kaneki, anche al di là dell’universo narrativo del loro primo album. Forse involontariamente, la piccola sagoma ricorda incredibilmente quella presente sul fronte di The Twilight Zone: d’altronde i sogni come gli incubi sono, a loro modo, viaggi al limite del visibile.
Dietro questa visione sfocata e notturna, la produzione firmata da Dardust esordisce con uno stile alla ChilledCow, offrendoci un caffè al Jinsang. Trascorrono però solo pochi istanti prima che i toni si facciano più accesi, man mano che il testo racconta la sua storia e i suoi dolori. 

Raccontare (in rima) un sogno

Questi tormenti incontrano uno svolgimento musicale curato e professionale, ma si articolano in versi non sempre efficaci e incisivi. È forte l’immagine di una lei pronta a dire che «sembro morto mentre lo facciamo» ed è poi drammatico confessarle che:

È da una vita […] che scappi
Da una vita che non vuoi, dici che con me ti annoi
Perché ti ricordo che stiamo diventando grandi

È però altrettanto efficace un’espressione come «casa mia è un casino»? È conveniente parafrasare un consumato passaggio de La tempesta di Shakespeare? E cantare «ho scritto cose, fanno male, ma ‘sto dolore fa male»? «Mischiare gli alcolici coi pianti» è un’immagine particolarmente inedita?

Diventare grandi

Incubo è uno scatto in movimento del percorso artistico degli Psicologi e di certo troverà un suo pubblico, pronto ad apprezzarne lo sforzo creativo. Non rappresenta tuttavia un’operazione pienamente compiuta e a pagarne il prezzo sono l’intensità e l’originalità.
Dopo aver ascoltato un amico, o un conoscente che ha condiviso con noi le sue fragilità, è sempre bene rispettare la sua “nudità sentimentale”: è necessario infatti, trattarlo con riguardo e apprezzare il movimento che ha compiuto nell’avvicinarsi così vicino a noi per mostrarci le sue fragilità. 
Di Incubo va allora senz’altro rispettato lo spirito e l’intenzione, evidenziandone al contempo le imperfezioni sotto il profilo artistico ed espressivo.

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