Cattive stelle di Brondi e Michielin ci fa trasportare dal vento

da | Recensioni singoli

A cosa daremmo il nostro nome? Francesca Michielin e Vasco Brondi, con Cattive Stelle, ci fanno tirare fuori tutti i fazzoletti di cui non abbiamo avuto bisogno grazie alle mascherine.

Social distancing ≠ sentimental distancing

Darò il tuo nome

a centinaia di vie,

a quella via in cui mi sono ritrovata spesso quando non sapevo dove andare. Non sarà più via San Vitale, sarà la via col tuo nome. Sarà la via da cui ti chiamavo, perché le

cattive stelle, bellissime,

non hanno mai voluto che fossimo nella stessa via.

Ricordi quanto era bello perdersi senza avere paura? Dovremmo partire. Abbiamo avuto proprio una bella idea, ad andare via. Non più con le gambe, solo col vento. Portati via dal vento, che cancella le impronte degli altri sulla nostra pelle. Perché ogni cosa deve tornare alla sua origine. E tornare. Tornare dov’eravamo. Tornare a noi.

E proteggiamo il nostro nome

E perché non posso dare il tuo nome e il mio a quel bellissimo fiore che ho contemplato ai Giardini Margherita pensando che fosse bello quanto di te? Quel fiore che non ho avuto il coraggio di cogliere, per non rischiare di ucciderlo.

Incontri in giorni migliori

E quei giorni erano i migliori, perché c’eri tu. E anche se le stelle erano brutte, erano comunque nostre. E anche se non potevamo viaggiare, potevamo trasportarci nello stesso posto anche solo con la scusa di un film in bianco e nero visto nello stesso momento. Sono al minuto 3:45, tu ci sei?

Che cos’è un incontro se tutto intorno è rosso o arancione? È un sogno o un desiderio. E non ne abbiamo più di desideri, forse solo uno. Aversi uno di fronte all’altro, illuminati dalla luce di stelle che magari per una volta saranno bellissime e buone. O forse quelli buoni dovremmo essere noi?

Un vento forte che ci porta verso vecchi tramonti

Guarda, tramonta ora il sole mentre guardiamo nella stessa direzione. Guarda, sorge un nuovo sole e tu sei sempre steso sulle mie ginocchia che non sentono alcun peso. Sono solo io che sento il profumo del tuo temporale di maggio, quando non avevamo certezze. E forse non ce le avremo mai. E Shiva soffia e cambia la forma delle dune, cambia la luce di quest’alba, cambia le nostre speranze e forse un giorno cambierà anche queste cattive stelle.

Sì, Cattive stelle di Vasco Brondi e Francesca Michielin è un viaggio per cui non si pagano biglietti, anche se spenderemmo tantissimi soldi per poterci trovare dov’eravamo. Ma non si può. E allora facciamo soffiare forte questo vento. Immaginiamo e aspettiamo.

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