Arrivano le Scuse di Cimini

da | Recensioni singoli

Due giorni fa Federico Cimini ha lanciato il suo nuovo brano Scuse, dopo tre anni dal singolo d’esordio La legge di Murphy, che gli ha fruttato milioni di visualizzazioni e l’ufficiale entrata nel panorama indie-pop italiano del cantautore calabrese targato Garrincha Dischi.

“E non ci sono scuse, e non ci sono scuse” è la frase mantra posta all’inizio dei tanti, numerosi, ripetitivi ritornelli, che svolge perfettamente la sua funzione, facendosi ricordare ed entrando in testa, come i muratori a lavoro al piano di sopra alle sette del mattino.

Scuse è un brano fresco, che quasi mi ricorda l’estate per i suoi suoni, il ritmo, la cadenza e la critica allo spaccato sociale del nostro decennio.

Purtroppo, però, mi ricorda anche qualcos’altro; un modo di suonare e di cantare familiare a molti brani dei buoni vecchi cari Management del dolore post operatorio. Le sonorità sono troppo familiari e quasi non riesco a vederle coperte da una personalità come Cimini.

Ma, ehi signori, sò gusti!

Il caro Cimini è un ragazzo giovane, pieno di voglia di fare, di mettersi in gioco, e, sicuramente, un grande amante della musica tutta, ma, a parer mio, pecca un po’ di originalità.
Le feste di paese sono solo sagre
Ho preso un cellulare, ma lo pago a rate
I ristoranti pieni coi frigo vuoti
E i politici, sei tu che li voti
Possiamo dire che Scuse è un brano carino, orecchiabile, in cui la vera differenza la fa l’artwork della copertina a cura di Noemi Vola. Perché le orecchie sono importanti, ma l’occhio vuole pur sempre la sua parte.

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