Giacomo Triglia si racconta a Cromosomi

da | Creativi

Le immagini oltre la musica. Da qui nasce l’idea di far conoscere chi, con il suo estro, ci permette di guardare oltre che ascoltare. Giacomo Triglia è un regista e sceneggiatore attivo soprattutto nella realizzazione di video musicali.

Ha diretto i videoclip di artisti come Luciano Ligabue, Samuele Bersani, Lucio Dalla, Afterhours, J-Ax, Brunori Sas, Maneskin, Levante, Irene Grandi, Francesca Michielin, Annalisa, Zero Assoluto, Decibel, Francesco Sarcina, Eugenio Finardi, Cristina Donà, Colapesce, Simona Molinari, Gilberto Gil, Dimartino e tanti altri.

Giacomo Triglia è una di quelle eccellenze che la Calabria è capace di offrire. Certo, non verrà nominato Commissario della Sanità calabrese visti i tempi. Non verrà neanche arrestato per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. Giacomo Triglia rientra in quella parte di Calabria che è bella, attiva, impegnata culturalmente, dalla quale bisognerebbe ripartire.

Con Cromosomi si è aperto, ci ha parlato di sé e siamo pronti a condividerlo con voi.

 

  • Chi è Giacomo Triglia?

Sono un appassionato di cinema e musica, e dall’unione di queste due passioni è nato il mio lavoro: Sono un regista, e realizzo principalmente video musicali da 10 anni con lo stessa passione ed entusiasmo del primo giorno. 

  • Come ti sei avvicinato al mondo dei videoclip musicali?

Ho iniziato per gioco, con progetti di amici, ma erano perlopiù video sperimentali con videogiochi, venivo dal mondo dei cortometraggi realizzati quando ero studente universitario e selezionati in vari festival italiani ed esteri come il Torino Film Festival, la 25a ora di La7, il San Pietroburgo Film Festival etc. Il mio primo videoclip, per un progetto chiamato John Merrick, consisteva nel picchiare duro il portiere di Fifa99 in modalità allenamento. Ho continuato a usare i videogiochi, i Sims, per la videorubrica che ho realizzato su All Music con Albertino e Prezioso, in “No Autobus” di Dimartino ho usato il sensore di movimento della Xbox, e poi ho fatto qualcosa in stop motion, prima di approdare nel 2009 al primo video musicale con esseri umani: “Come Stai” di Brunori Sas (anche se non disdegno ancora oggi le formule “non canoniche”). Conobbi Dario Brunori a un festival di fotografia e video del quale curavo la direzione artistica e quando mi sono trasferito nella sua città, adesso anche la mia, Cosenza, gli ho proposto di fare il videoclip di “Come Stai”, ascoltato sul suo MySpace ritrovato appuntato sul retro di un biglietto del treno che lui stesso mi aveva dato. Brunori spiccò subito il volo grazie al suo enorme talento e di conseguenza quella fu una vetrina prestigiosa per me, le richieste iniziarono a fioccare da tutte le parti e non mi fermo più da allora.

  • Come nasce un videoclip?

Non esiste una formula precisa, si inizia con la richiesta da parte dell’artista che insieme al suo management mi contatta, oppure è l’etichetta musicale a contattarmi, ascolto il brano e formulo una mia proposta di sceneggiatura consona al budget a disposizione, a volte ho carta bianca, a volte ho degli spunti da parte dell’artista, a volte un soggetto vero e proprio da sviluppare. Quando la sceneggiatura è approvata ne parlo con il direttore della fotografia che intendo coinvolgere nel progetto e contatto una produzione a cui affidare l’incarico di organizzare il tutto, ultimamente quasi sempre su Milano, la produzione inizia a cercare e propormi le cose che ho richiesto, attori, location, etc., organizza i vari trasferimenti per l’intero staff, noleggi attrezzatura, figure tecniche e artistiche, sopralluoghi, piano di lavorazione e tutto quello che occorre affinché il giorno dello shooting tutto fili alla perfezione. Generalmente le riprese durano un giorno salvo rari casi, poi si passa al montaggio, che curo sempre personalmente nel mio studio, vari step di approvazione artista/etichetta, color correction e consegna lavoro. Dal primo contatto alla consegna il tempo medio è di 15-20 giorni circa.

  • Sarò sincero: uno dei tuoi ultimi lavori è datato 9/11/2020. L’ho rivisto più volte, in loop totale. Futura di Lucio Dalla ha ripreso vita con le tue immagini. Com’è stato lavorare con una materia prima di così pregevole fattura?

Un’emozione unica! Il progetto è stato un po’ travagliato per via della situazione mondiale che noi tutti stiamo purtroppo ancora vivendo, inizialmente le riprese dovevano essere a marzo a Berlino, l’intenzione era quella di raccontare la sceneggiatura immaginata da Dalla, i due amanti divisi dal muro che decidono di fare una figlia, Futura. Poi ovviamente il lockdown ha congelato tutto. Con Sony Music abbiamo ripreso in mano il progetto in estate, quando le cose sembravano essere migliorate, ho riscritto completamente la sceneggiatura, ho immaginato una Futura già grande trasferitasi in Italia dove conosce un ragazzo e fanno a loro volta una figlia, non spoilero il resto ma trovate il video online per chi fosse curioso. Ricordo il primo “azione” sulla prima scena, eravamo sul bus, appena il brano è partito ci siamo guardati con il resto della troupe, non era il solito videoclip, c’era “magia” nell’aria e la percepivi chiaramente, e così è stato per il resto della lavorazione, ogni tanto ti fermavi a chiederti: Ma davvero sto girando il video di “Futura”!? Mi considero davvero fortunato per l’onore e l’onere ricevuto, credo che realizzare un video ufficiale per Lucio Dalla sia una delle cose maggiori alle quali potessi ambire all’inizio della mia attività.

  • Hai mai pensato di lavorare ad un lungometraggio? Se sì, quali attori vorresti nel tuo cast?

In realtà ci sto già lavorando, sono ad una fase avanzata di sceneggiatura, per questo particolare progetto i protagonisti sono una coppia di ragazzi, mi piacerebbe avere degli attori simili a quelli usati da Guadagnino su “We Are Who We Are”, o in generale ai protagonisti dei film di Xavier Dolan o ai primi film di Yorgos Lanthimos.

 

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