La Storia Infinita dei Pinguini Tattici Nucleari

da | Recensioni singoli

Siamo arrivati alla fine di un’estate che pensavamo non avremmo mai vissuto come le altre. Lo credevano anche i Pinguini Tattici Nucleari quando lavorano sul nuovo singolo dal titolo La Storia Infinita uscito il 28 agosto, dopo mesi di silenzio dal podio sanremese, dopo il susseguirsi di cinque Dischi d’Oro e due di Platino e ben oltre 300 milioni di ascolti in streaming.

La Storia Infinita è l’estate più bella della nostra vita, è il ricordo sbiadito di chi l’ha già vissuta e di chi ne è ancora in attesa. Riccardo Zanotti, leader dei PTN, spiega la genesi del nuovo brano:
Ci sono estati del nostro passato che sono rimaste dentro di noi come opere d’arte, che non smettono di esistere e che continuano a rinnovarsi mentre noi cambiamo. Magari quando avremo ottant’anni le ricorderemo in modo diverso, ma resteranno vive, vivide e bellissime”.

Il brano contiene pregiatissime citazioni già a partire dal titolo: dal tema Disney di In fondo al mar, allo scrittore tedesco Michael Ende, da Stranger Things, ad Ungaretti. Nulla lasciato al caso.

Oggi, congedo l’estate recensendo il nuovo singolo dei PTN. E’ entusiasmante e triste allo stesso tempo pensare che l’estate più bella della mia vita, io l’ho toccata con mano un po’ di anni fa: nessun ombrellone, nessuna spiaggia. Era quasi il 31 d’agosto, quando secondo il maestro Brunori Sas, c’è una storia che nasce e un’estate che muore, quando ti senti travolto “da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto”; ma in un mare di confusione, cambiamenti necessari e occhi così stretti per la felicità. La ricorderò come l’estate raccontata in Moonrise Kingdom by Wes Anderson. Una fuga, un giradischi, i miei libri preferiti e una persona che mi ha insegnato la bellezza della leggerezza e di quanto possiamo essere miseramente friabili.

La storia infinita esce sul finire dell’estate, quando uno stato di indefinibile inquietudine inizia a farsi sentire.

Ci accorgiamo dell’inesorabile scorrere del tempo solo alla fine di questa stagione e non a Capodanno e nemmeno il giorno del nostro compleanno, bensì a settembre quando i colori esuberanti e caldi dell’estate lasciano spazio ai toni pacati. Quando è tempo di ascoltare i Thegiornalisti con Fine Dell’Estate. Un malessere chiamato August Blues, un fenomeno che genera un insieme di ansie e preoccupazioni per le responsabilità dei prossimi mesi misto a un velo di nostalgia per il periodo estivo appena concluso.

Nel 1985 il duo Righeira esce con una hit diversa L’estate sta finendo che negli anni ’80 segna una svolta contenutistica nella storia della canzone da spiaggia italiana: i tormentoni estivi non offriranno esclusivamente una visione spensierata, ma anche nostalgica e malinconica della bella stagione. In fondo che cos’è l’estate? E’ un film di 120 minuti che sa già di nostalgia quando appare la scritta The End. Forse i Righeira avvertivano già una qualche forma di August Blues come quello dei Baustelle nel 2000 con Gomma:

Settembre spesso ad aspettarti e giorni scarni tutti uguali

Fumavo venti sigarette

E groppi in gola e secca sete di te.

O come la rassegnazione dei Verdena:

Qui non c’è più calma, settembre ci porterà via con sé…

Malinconici anche i Finley! Li ricordate? Nel 2006, quando l’Italia alza al cielo la Coppa del mondo:

Come il sole di settembre quando ormai l’estate se ne va
Sei tu l’ultima speranza, l’unica per me
Unica per me

E la monumentale PFM, con Impressioni di settembre scritto da Mogol:

Sembra quasi un mare l’erba
E leggero il mio pensiero vola e va
Ho quasi paura che si perda

E infine, i Pinguini Tattici Nucleari che tornano con il racconto dell’ estate ideale quella di Zanotti, la mia, la tua, quella dei nostri genitori che vivrà segretamente dentro di noi, per sempre.
Era il 1968 e i Doors cantavano Summer’s Almost Gone:

We had some good times
But they’re gone
The winter’s coming on
Summer’s almost gone

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